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Stato: Italia
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia: Udine
Coordinate: 45°57'0 N | 13°20'0 E
Altitudine: 43 m s.l.m.
Superficie: 18 km²
Abitanti: 1.681
Densità: 95 ab./km²
Frazioni: Clauiano, Melarolo, Merlana
Comuni contigui: Chiopris-Viscone, Manzano, Palmanova, Pavia di Udine, San Giovanni al Natisone, San Vito al Torre, Santa Maria la Longa
CAP: 33050
Pref. telefonico: 0432
Codice ISTAT: 030128
Codice catasto: L438
Nome abitanti: trivignanesi
Santo patrono: San Teodoro
Giorno festivo: 9 novembre
INFO:
Comune > comune-trivignanoudinese.it
Pro Loco > "facciamo quadrato"
COSA VEDERE
DESCRIZIONI SITI D'INTERESSE DI CLAUIANO (uno dei Borghi più Belli d'Italia)
Descrizioni tratte e adattate da:
"Pieris e claps. Itinerario-storico artistico nel borgo di Clauiano" di M. Alessandris, P. Bonini, F. Parutto, Trivignano Udinese, 1999
IL NOME
Il toponimo è un prediale d'origine romana, indica cioè il possessore di un fondo, che poteva essere Claudius oppure Clavilius (da Clavius).
LA STORIA
VILLA ARIIS (sec. XVIII) Via della Filanda, n. 2
II pregevole edificio risale al sec. XVIII, ma sono evidenti elementi che denotano una Origine più arcaica dell'impianto costruttivo. Il complesso padronale è formato dal corpo centrale abitativo, che si eleva per due Piani, ed dall'adiacente "foledor", o tinaia, ambiente destinato in passato alle attività Di lavorazione dell'uva e di produzione del vino. La villa mostra una bella facciata tripartita che presenta un portale per il passaggio Pedonale ad arco a tutto sesto in pietra e superiormente una doppia finestra con Balaustra e trabeazione. Sempre in facciata, si nota la presenza di due patere in pietra raffiguranti volatili e di Un bassorilievo, posto centralmente, con il leone di S. Marco. I due piani interni dell'edificio sono messi in comunicazione da una scala in pietra; il Pavimento del salone di rappresentanza è realizzato in seminato veneziano. All'interno della villa si trova un vasto giardino che è delimitato ad ovest da una Muraglia merlata con il sottostante fossato. La monumentale tinaia, collegata ai corpo principale tramite un'ala posta a nord, si Caratterizza in facciata per due possenti portali ad arco a tutto sesto con bugne Alternate nell'arco e negli stipiti che poggiano su zoccoli-paracarro. Fra i materiali impiegati per la costruzione del complesso spiccano i sassi del Torrente Torre.
CASA FOFFANI (sec. XVIII) Piazza Giulia n. 13/14
L'antico edificio, che sorge direttamente sulla piazza del borgo, risale al sec. XVIII, anche se l'impianto costruttivo è certamente più tardo (sec. XVI). Il complesso padronale è formato da due corpi, di cui uno si eleva per due piani mentre l'altro per tre, uniti da un tipico esempio di portale in pietra. I fabbricati rustici erano utilizzati nel Settecento per la produzione e la conservazione del vino, del tabacco, delle granaglie e per l'allevamento del baco da seta. L' attuale cantina, o tinaia, si trova all'interno del grande giardino, ed è di più recente costruzione rispetto al corpo principale. Attualmente la villa, che è sottoposta ai vincoli delle Belle Arti, è sede dell'azienda agricola Foffani, la quale raccoglie I' antica eredità familiare della proprietà di Clauiano, di origine cinquecentesca. Alcuni documenti datano la produzione vinicola a prima del 1789.
MADONNA CON BAMBINO TRA SANTI CASA BONUTTI (SEC. XVI)
L'affresco di Casa Bonutti si colloca sulla facciata del fonte strada, sopra il portone d'ingresso; raffigura la Madonna in trono con in braccio il Bambino, tra i Santi Giovanni ed una Santa non identificata; sono collocati all'interno di una elegante cornice architettonica che riprende lo schema a scomparti delle ancone lignee del tempo. I colori vivaci, segno del contorno marcato, il modo bozzettistico di trattare le figure, ricordano i dipinti di Gian Palo Thanner, il più popolare tra i pittori friulani minori del Cinquecento in ambito regionale. La tecnica di esecuzione è pittura ad affresco.
DECORAZIONI DI CASA BOSCO (SEC. XVI)
La decorazione geometrica con iscrizione è posta sulla facciata principale di Casa Bosco, buon esempio di architettura rurale risalente al sec. XVIII. La fascia decorativa si snoda lungo il fonte strada e rappresenta quasi certamente ciò che rimane di una decorazione più ampia, realizzata con disegni geometrici circolari in monocromo rosso che si ripetono in riparti regolai e di due iscrizioni non chiaramente interpretabili. La tecnica esecutiva è quella ad affresco con disegno inciso.
CASA PIANI (PALLADINI) (sec. XVIII) via borgo S. Martino, n. 21
L'edificio, di origine secentesche ma ampiamente rimaneggiato nei secoli successivi, ha un impianto a Z e si sviluppa su de corti, dove si affacciano altre abitazioni, i rustici e la casa padronale (Casa Piani). Fino all'inizio del sec. XIX questo complesso ha ospitato le botteghe dei calzolai che sono attive a Clauiano già dal Seicento. L'edificio mostra in facciata una bella loggia con colonne in pietra da recupero di epoca settecentesca; è presente inoltre una meridiana "alla francese" datata 1823; all'interno della casa è collocato un tipico camino (fogolar) con forme venete ed alare. Il possente portale d'accesso alla corte è datato 1791. Riguardo la presenza della confraternita dei calzolai nel borgo, alcuni bassorilievi collocati sulle facciate di Casa Miani e Casa Osso (1615 e 1640), rappresentano le forme ed i simboli degli attrezzi relativi al mestiere dei calzolai.
CHIESETTA CAMPESTRE DI S. MARCO EVANGELISTA (sec. XIV)
L'edificio, dedicato alla memoria di S. Marco, mostra attualmente un impianto trecentesco, sebbene risalga certamente ad epoca più arcaica. L'importanza della costruzione e del sito sono testimoniati infatti da vari elementi:
- nei pressi della chiesetta sono emersi reperti archeologici risalenti all'epoca romana
- l'edificio è posto esattamente sull'antica strada consolare romana che da Aquileia conduceva al Nerico
- il culto dedicato a S. Marco (la cosiddetta leggenda marciana), primo evangelizzatore della terra friulana, è di matrice aquileiese e risale al sec. IX.
Composto da un'aula rettangolare con abside semicircolare, all'interno l'edificio presenta in prossimità dell'abside e delle pareti a lato dell'arco trionfale dei lacerti di affreschi risalenti ad epoche diverse. Il ciclo prevalente raffigura una teoria di Santi Apostoli benedicenti, eseguita in maniera arcaica, databile alla seconda metà del XIV sec. Nel catino absidale doveva trovarsi una monumentale rappresentazione della Madonna con il Bambino in trono attorniata dai quattro Evangelisti, secondo una tipica iconografia aquileiese, di cui rimane un lembo di veste ed un piede. Ai lati dell'arco trionfale si trova una rappresentazione dell' Albero della Vita e una figura riconducibile probabilmente alle storie di vita di S. Marco.
CASA BARNABA (SEC. XVI) via Stretta n. 1
La casa, di origine cinquecentesca, è stata probabilmente la prima dimora della nobile famiglia dei Manin a Clauiano o alloggio durante la costruzione dell'imponente ed attigua Villa Manin (sec. XVIII). L'edificio si caratterizza per gli antichi archi in mattoni e tre aperture, risalenti ad epoche diverse; la casa comunque è stata ampiamente rimaneggiata nel corso del Settecento. La corte interna si sviluppa con un giardino ed un tipico annesso rustico. In facciata, posto in chiave di volta, è visibile un rilievo raffigurante lo stemma gentilizio del casato; interessanti sul fronte strada di via della Filanda la presenza di nicchie arcuate, probabilmente usate per l'illuminazione. All'interno dell'edificio si conserva un bel esempio di focolare.
CHIESA PARROCCHIALE DI S. GIORGIO MARTIRE
L'edificio attuale risale al sec. XVIII e si presenta con una sobria forma barocca. L'origine della chiesa però è certamente più antica, visto che sorge a ridosso dell'antica centa del borgo. Anche la dedicazione al Santo fa pensare ad un'arcaicità sia del sito che del culto stesso. A pianta longitudinale, la chiesa è composta da un'aula rettangolare ed abside poligonale. Consacrato nell'anno 1757, si è a conoscenza che antecedentemente a tale data l'edificio era dotato unicamente di due altari, uno dedicato alla Beata Vergine ed uno intitolato ai SS. Giuseppe, Valentino e Nicolo. L'interno è particolarmente ricco di opere d'arte: in particolare spicca il fonte battesimale cinquecentesco attribuito alla mano del lombardo Carlo da Carena. La pregevole tela (1690) del carnico Osvaldo Gortanutti mostra una bella e minuziosa nei particolari "Adorazione dei Magi"; pregevoli gli intagli di Luigi Pizzini eseguiti per l'orchestra laccata in bianco (1899). Attualmente gli altari sono quattro e sono intitolati a S. Valentino, alla Madonna della Cintura (1757), a S. Giovanni Bosco e a S. Sebastiano (1772). Da notare anche il settecentesco "pinel", ossia un gonfalone in legno pregevolmente scolpito ed usato durante la processione; raffigura la Madonna con il Bambino fra un vescovo e un santo.
VILLA MANIN (SEC. XVIII)
La villa, costruita dalla nobile famiglia fiorentina dei Manin, risale al sec. XVIII; l'elegante corpo padronale, con antistante corte d'onore, si raccorda al possente "foledor" (o tinaia) ed alla braida retrostante. A pianta rettangolare tripartita, il corpo gentilizio presenta un salone centrale e quattro vani quadrati laterali. Il piano nobile è dipinto con scene classicheggianti, figure mitologiche e paesaggi delimitati da partiture architettoniche. La facciata si caratterizza per le aperture disposte simmetricamente e per le quattro lesene sormontate da un timpano; alla villa si accede tramite un portale per il passaggio pedonale ad arco a tutto sesto, dove in chiave di volta è posta una mensola con un motivo geometrico. L'imponente "foledor", destinato alle varie attività agricole, è costituito da due vani rettangolari uniti e si sviluppano in modo uguale su due piani. Gli annessi rustici mostrano due portali ad arco a tutto sesto in pietra; l'arco è costituito da blocchi della medesima dimensione, mentre i piedritti sono stati realizzati con blocchi di diversa larghezza, disposti in modo alternato e poggianti su zoccoli para-carro smussati.
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Foto del Comune
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