le PRO LOCO
STORIA
L'etimologia.
Il toponimo Cerveniana o Cirvignanum è attestato per la prima volta nel 912 d.C.
Toponimo di origine prediale, legato al periodo della colonizzazione romana, potrebbe derivare dal nome proprio di una famiglia romana, Cervenius o Cervonius al quale è stato aggiunto il suffisso latino –anum indicante appartenenza.
Secondo la tradizione orale però il toponimo è cervus – cervo, sulla base di una leggenda locale che narra della presenza di un grande bosco popolato da cervi. A testimonianza del valore della leggenda lo stemma del comune riporta, nella parte sinistra, l’immagine di un cervo. L’ancora presente sulla parte destra fa riferimento invece all’antico porto fluviale, centro propulsore dell’economia di Cervignano.
I Romani, durante la colonizzazione del territorio aquileiese (dal 181 al 169 a.C. circa), individuarono i terreni più adatti alla coltivazione, suddividendoli in appezzamenti regolari chiamati praedia (dal latino praedium – podere) e assegnando loro il nome del colono proprietario. Così questa zona in epoca romana quasi sicuramente si chiamava praedium Cervenianus, per diventare poi - con l’omissione del termine praedium - Cervenianus – Cervignano.
Il passaggio della via Julia Augusta e della via Annia conferivano certamente un ruolo strategico e di primaria importanza a Cervignano: la prima portava da Aquileia al Norico mentre la seconda collegava la colonia romana a Rimini e di conseguenza a Roma.
Il fiume Ausa: tra strategia e commercio - (vedi "Ausa, il fiume dei silenzi: presentazione con accompagnamento musicale di Raoul Lovisoni)
L’Ausa è un fiume ricco di storia: proviamo ad immaginare l’intenso traffico che lo vedeva come protagonista già in epoca romana, grazie a battelli che da Porto Buso risalivano il fiume con le merci destinate ai mercati del nord e dell’est e lo scendevano con le merci destinate a quelli del sud.
Questa posizione di rilevante centro commerciale Cervignano la mantenne fino alla metà del secolo scorso grazie allo sviluppo dei collegamenti ferroviari ed al suo porto a cui attraccavano piroscafi provenienti da Trieste, dall’Istria e dalla Dalmazia, carichi di merci tra cui: cemento, pietra, carbone, e da cui ripartivano colmi di prodotti tipici di queste terre quali fieno, granaglie, tegole e mattoni.
Intorno al mille Cervignano fu sede di un'abbazia benedettina dedicata a San Michele Arcangelo, che dipendeva dal celebre monastero aquileiese di S.Maria. Molti studiosi la datano come la più antica abbazia benedettina della nostra regione, legata alle vicende del Patriarcato di Aquileia.
Questo luogo molto probabilmente era il fulcro della vita medievale: infatti si trovava all’interno della centa, struttura difensiva molto comune nei villaggi della pianura friulana, costruita dagli abitanti delle ville per proteggere i piccoli nuclei abitati contro invasioni e scorrerie. Le cente in genere sono sorte intorno al X secolo a seguito delle incursioni ungariche e alcune di esse, come quella di Cervignano, si sono protratte fino al tardo Medioevo. Nel momento in cui le cente persero la loro funzione, vennero distrutte o abbandonate, ma ancora oggi in molti paesi friulani e probabilmente anche a Cervignano si possono trovare le tracce di questa struttura nell’andamento curvilineo di alcune vie che ripercorrono il perimetro dell’antica centa.
Dopo il periodo medievale, secoli in cui la vita della comunità si sviluppava fondamentalmente intorno alla chiesa, le necessità portate dalla crescita economica hanno determinato lo sviluppo urbano della cittadina, in particolare verso il fiume con la sua economia legata al porto ed ai traffici commerciali ad esso connessi, che tra l’altro Cervignano ha ereditato da Aquileia e dal suo Patriarcato.
A partire dal 1420 fino al secolo scorso la storia di Cervignano è stata caratterizzata da un susseguirsi di vari domini spesso alternatisi tra di loro.
Dal dominio dei Signori della contea di Gorizia, quindi sotto l’impero d’Austria, passa più volte sotto la Serenissima Repubblica di Venezia; da questi ancora sotto il dominio francese per poi ritornare nel 1813 a quello austriaco durato fino al 1918, con l’Ausa a segnare il confine fra Regno d’Italia ed Impero austro-ungarico.
Nel XX secolo la città ha mantenuto l’importante ruolo di centro commerciale, anche grazie alla presenza di attività di lavorazione di materie prime (mulini, zuccherificio …), sviluppando nel contempo la funzione di centro di servizi per un’ampia area limitrofa.
Pro Loco CERVIGNANO DEL FRIULI
il logo
Reciproci sostegni
Sull'alberata Piazza Indipendenza prospetta il bel Palazzo Municipale, in stile neorinascimentale. A un occhio distratto, ignaro del contesto storico, l'elenco degli elementi architettonici potrebbe facilmente adattarsi a un broletto o a un palazzo medievale: loggia, poggiolo e torre campanaria in realtà sono gli elementi tipici di un palazzo del podestà.
E tale fu in effetti la sua funzione all'inaugurazione risalente al dicembre 1927.
La Pro Loco ha deciso di utilizzare come simbolo proprio la Torre Campanaria, detta Torressa, formata da tre livelli ognuno con un numero diverso di elementi, a significare che tanti vengono rappresentati da pochi e che pochi possono rappresentare tanti solo se da essi sono sostenuti.
[Tratto dal libro "DUECENTO loghi, DUECENTO luoghi - un segno, una storia - 25 anni di ASSOCIAZIONE FRA LE PRO LOCO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA", pubblicato dall' Associazione Regionale fra le Pro Loco del F.V.G. nel 2008]
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LA PRO LOCO
Gli scopi statutari della Pro Loco di Cervignano del Friuli sono principalmente i seguenti:
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