CONSORZIO "SERICUS"


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CERVIGNANO DEL FRIULI

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Stato: Italia
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia: Udine
Coordinate: 45°49'23 N | 13°20'06 E
Altitudine: 2 m s.l.m.
Superficie: 28,47 km²
Abitanti: 13.446
Densità: 472 ab./km²
Frazioni: Muscoli, Scodovacca, Strassoldo
Comuni contigui: Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Ruda, Terzo di Aquileia, Torviscosa, Villa Vicentina
CAP: 33052
Pref. telefonico: 0431
Codice ISTAT: 030023
Codice catasto: C556
Nome abitanti: cervignanesi
Santo patrono: San Michele Arcangelo
Giorno festivo: 29 settembre


INFO:
Comune >
www.cervignanodelfriuli.net
Pro Loco >
"cervignano", "amici di strassoldo"

COSA VEDERE

CERVIGNANO

Mosaico di Piazza Marconi

In Piazza Marconi, a lato della Chiesa di San Michele, presso l'Autostazione, è custodito in una bacheca un frammento di mosaico risalente al periodo longobardo o post.
E' un mosaico policromo con decorazioni geometriche e figurative, tra cui degli uccelli. Formato da tessere bianche, nere e rosse, ottenute da frammenti di laterizi, ha una considerevole valenza storico-scientifica in quanto rappresenta uno dei pochi esempi di mosaico alto-medievale rinvenuti nella nostra regione. Il mosaico appartiene all'antica Abbazia benedettina di San Michele, considerata la più antica del Friuli. Epoca paleocristiana, epoca alto-medievale.


Chiesa di San Michele Arcangelo
La Cripta

Nel 1993 furono portati a termine nella chiesa di S. Michele Arcangelo di Cervignano del Friuli gli scavi condotti dal Gruppo Archeologico Aquileiese.
I risultati furono sorprendenti grazie all'entusiasmo di coloro che con abnegazione lavorarono per mesi, spesso in condizioni di difficoltà e pericolo.

Ritrovamenti archeologici:
1. fornace romana;
2. due canalette, una coperta, l'altra scoperta;
3. fondazione di edificio romano;
4. muri di pietra;
5. grandi pietre, di cui due con iscrizioni;
6. tombe con gli scheletri degli inumati in vista

II sito si trova in profondità sotto la pavimentazione della Chiesa ed e delimitato dai muri perimetrali dell'edificio religioso, cosi da formare una cripta.


L'AMBIENTE NATURALE

Angelo Molaro, primo storico di Cervignano, così scriveva quasi due secoli fa: “…L’Ausa, chiamato anticamente Alsa, è il più quieto e silenzioso dei fiumi friulani. Le sue acque pesanti come piombo scendono giù lente fra due sponde erbose, senza una increspatura, senza un lamento…”. Proprio in base a queste parole è stato definito il fiume dei silenzi.

Il fiume Ausa nasce da centinaia di piccole sorgenti dette "polle" a nord del comune di Cervignano del Friuli in una zona colma di risorgive, il cui toponimo è Palûts (Paludi) tra i borghi di Novacco, Joannis, Privano e Strassoldo; dopo 22 Km sfocia nella laguna di Grado e Marano. Essendo un fiume di risorgiva è caratterizzato da portata costante, dalla conseguente corrente lenta ed infine da una temperatura media oscillante attorno ai 14.

Particolarmente interessante per un turismo di tipo naturalistico, soprattutto nelle zone della foce e in quelle vicine alla sorgente dove possiamo trovare ambienti molto caratteristici quali gli ambienti di transizione e quelli di risorgiva.

Oggi l’Ausa in alcuni tratti, non presenta più il suo corso meandreggiante: questo è dovuto alle bonifiche avvenute nei secoli scorsi.

Il fiume è navigabile dalla foce fino a Cervignano dove si possono trovare dei pontili per imbarcazioni turistiche.

Interessante il percorso che partendo dal ponte in ferro nel centro della cittadina di Cervignano del Friuli scende lungo il fiume Ausa arrivando fino alla foce. Lungo il percorso si incontrano diverse tipologie ambientali che caratterizzano il fiume: l’ansa chiamata Muàrt di Caròt, un boschetto alveale, il caratteristico argine, il bosco Ca’ Ausa ed un’isola in un ambiente dove dimorano flora e fauna tipiche degli ambienti fluviali.

LE RISORGIVE

Con il termine di “risorgive” si definiscono le venute a giorno di acque sotterranee legate alla variazione della permeabilità dei sedimenti. Ciò significa che le acque della falda, affiorano nel momento incontrano livelli più fini e quindi meno permeabili. Le risorgive sono presenti e diffuse, spesso con continuità, in più aree della pianura dove rappresentano uno degli elementi ambientali più tipici, e questa tipicità è legata sia agli aspetti naturali che alle caratteristiche modificazioni opera dell’intervento umano.

La linea delle risorgive - in realtà si tratta di una fascia la cui ampiezza è variabile si estende in maniera pressoché continua ai piedi delle Alpi e ha un’ampiezza che si aggira da pochi chilometri sino ad oltre venti.

Le risorgive, in base alla loro morfologia, vengono classificate in “polle” (dette anche “olle”), dalla forma subcircolare e ben definita, “fontanai”, nei quali l’emersione delle acque è favorita dalla presenza di cavità più o meno profonde ed a volte collegate da fossati, e “affioramenti” se la fuoriuscita delle acque avviene attraverso le ghiaie senza alcuna struttura particolare presente.

La genesi di queste morfologie avviene in depressioni del terreno, appena percettibili, che vengono ampliate dalla risorgenza delle acque e si vengono a costituire piccoli canali di raccolta che confluiscono in canali collettori. Fra i vari fenomeni che sono collegati alle polle di risorgiva si possono ricordare le bolle di gas.

L’acqua legata al fenomeno delle risorgive creano un reticolo di piccole aste drenanti che si riuniscono a ventaglio ad originare un fiume vero e proprio. Si tratta di un corso d’acqua che ha quindi un’origine ben diversa da quella dei fiumi che traggono alimentazione dai torrenti montani. I fiumi di risorgiva, per loro natura, presentano dislivelli assai ridotti e ciò comporta che queste aste drenanti abbiano scarsa capacità di trasporto e di erosione.

Si possono così creare aree di minor livello topografico (“bassure”) che possono essere ampie da poche decine di metri ad alcuni chilometri e nelle quali si possono distinguere terrazzamenti che segnano le diverse fasi erosive, spesso queste aree topograficamente ribassate rispetto alla pianura circostante ungono da richiamo per le acque più superficiali e sono quindi punteggiate da zone umide.

Il bosco Sarcinelli rappresenta un esempio tipico del bosco planiziale, uno dei relitti della Silva Lupanica che si estendeva agli albori della storia tra il Livenza e l'Isonzo, descritta nel I secolo a.C. da Strambone nei suoi scritti sull'area veneta.

Il bosco planiziale è formato da uno strato arboreo a farnia e carpino bianco, inoltre vi sono presenti il frasino ossifilo, l'olmo campestre e l'acero campestre.

Lo strato arbustivo è molto ricco e si può osservare la presenza del fior di stecco.

L’ambiente del bosco planiziale è particolarmente umido e nelle aree topograficamente più basse sono frequenti ristagni d’acqua che creano dei piccoli ambienti umidi all’interno della foresta.


STRASSOLDO


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Foto del Comune
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