TURISMO "SERICUS" > AREA SERICUS "FRIULI AQUILEIA" > COMUNI
Stato: Italia
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia: Udine
Coordinate: 45°46'0 N | 13°22'0 E
Altitudine: 5 m s.l.m.
Superficie: 36,84 km²
Abitanti: 3.503
Densità: 95,1 ab./km²
Frazioni: Belvedere
Comuni contigui: Fiumicello, Grado (GO), Terzo di Aquileia, Villa Vicentina
CAP: 33051
Pref. telefonico: 0431
Codice ISTAT: 030004
Codice catasto: A346
Class. sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)
Class. climatica: zona E, 2244 GG
Nome abitanti: aquileiesi
Santo patrono: Santi Ermagora e Fortunato
Giorno festivo: 12 luglio
INFO:
Comune > www.comune.aquileia.ud.it
Pro Loco > "aquileia"
Storia di Aquileia
La colonia di Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C. sulle rive del fiume Natisone-Torre, navigabile dalla città al mare. Sorta quale baluardo di difesa dell'alto Adriatico e protesa alla conquista dell'Europa Centro-Orientale, prosperò come centro commerciale fino al V sec. d.C., prima delle invasioni barbariche, grazie ad un efficiente rete stradale e al suo grande porto fluviale, di cui la vicina Grado aveva costituito il primo scalo. Devastata nel 452 d.C. dall'orda unna di Attila, visse una realtà defilata durante l'età longobarda, sviluppando, però, nel IX sec. - soprattutto per opera del patriarca Massenzio - importanti complessi monastici. Le successive devastazioni ungariche, nonostante la loro gravità, non la piegarono. In età patriarcale, infatti, tra l'XI e il XV sec., la città risorse quale centro politico di una vasta giurisdizione ecclesiastica e il suo ruolo di crocevia si rinnovò con i transiti dei pellegrini - via terra e via mare - verso Roma, Costantinopoli e Gerusalemme.
COSA VEDERE
Basilica
Il complesso della Basilica era formato in origine da due aule rettangolari parallele, collegate tra loro da un'aula trasversale, costruite sopra i resti di edifici romani.
Durante i secoli subì numerose trasformazioni, ma all'interno conserva ancora il prezioso pavimento musivo del IV sec., voluto dal vescovo Teodoro. Esso è ricco di motivi simbolici e costituisce un'opera eccelsa del periodo costantiniano nell'Italia Settentrionale. Nell' XI sec., a seguito dell'opera di Popone, la Basilica venne ricostruita ed arricchita da opere quali il Santo Sepolcro. Successivamente, nel XII sec., fu affrescata la cripta massenziana. In seguito al terremoto del 1348 vennero erette le arcate gotiche oggi visibili. La tradizione vuole che l'alto campanile fosse stato edificato con i conci provenienti dalla demolizione dell'Anfiteatro e lo attribuisce solitamente all'intervento del grande patriarca Popone, che lo avrebbe fatto erigere, quale torre di avvistamento, nel 1031. E' alto 73 m e consente una vista ottimale dalle Prealpi alla pianura friulana ed alla laguna
Foro
La parte più nobile delle città romane era il Foro, cuore della vita civile e religiosa. Vi si svolgevano comizi elettorali, processi, cerimonie, vi erano esposti leggi e decreti ed era luogo di incontro di imprenditori e mercanti. Il Foro di Aquileia era situato proprio al centro della città, all'incrocio fra cardo e decumano massimo. La piazza forense misurava m 130x70 ed era lastricata in pietra carsica e circonda da un portico (l'attuale colonnato) sopraelevato di tre gradini sotto il quale si aprivano taverne e botteghe. Un decumano, la basilica forense e un grande tempio si affacciavano sulla piazza con ingressi monumentali. Alla base dei gradini correva una canaletta per lo scorrimento dell'acqua piovana. All'interno della piazza sono stati ritrovati molti elementi architettonici: plinti (plinti con testa di Medusa o Giove Ammone), capitelli, lastre con bassorilievi, visibili sia nel foro stesso che al Museo Archeologico.
Mausoleo
Il Mausoleo, alto 17 metri venne ricostruito nel 1956. dell'epigrafe ci rimane purtroppo solo un piccolo frammento per cui il personaggio ci rimane ancora sconosciuto, ma da studi svolti si può affermare che certamente doveva essere un alto magistrato. Si osservino i magnifici leoni a guardia. La loro fattura ha forti reminiscenze italiche.
Sepolcreto
Attraverso la via XXIV Maggio si raggiunge il Sepolcreto romano, un tempo allineato lungo una parallela della via Annia, a ponente della cinta muraria. Nelle cinque tombe di famiglia sono documentati due aspetti del rito funerario: la cremazione, con l'uso di urne cinerarie e di are, e l'inumazione, con l'uso di sarcofagi del II sec. d.C. Per l'esuberante ornamentazione dell'età flavia, che conferma la datazione della necropoli alla fine del I sec. d.C., viene segnalato il Sepolcreto degli Statii
Museo Archeologico Nazionale
Il Museo Archeologico Nazionale ha sede nell'odierno edificio, che lo stato austriaco acquistò dalla famiglia dei baroni Ritter nel 1879, sito in via Roma. Fu inaugurato nel 1882, quale Museo di Stato dopo essere venuto in possesso di quanto aveva raccolto il canonico della Basilica di Aquileia. Esso raccoglie un materiale di primissima importanza storica per l'ambiente di Aquileia Romana e altresì per quello di tutta l'area culturale dalmato-padana-renana. Sono raccolti i materiali provenienti dagli scavi della città quali testimonianza di vita pubblica e privata in epoca romana. Sono esposti una serie di ritratti scultorei, iscrizioni, monumenti funerari, anelli, monete, preziose ambre, vetri e strumenti di lavoro.
Porto fluviale
Allargato e scavato in profondità il fiume Natisone, né derivo un fiume-canale a scopo mercantile che dal mare permetteva di arrivare fino alla città. La banchina del porto aveva una lunghezza di 500 metri e una larghezza di 48. probabilmente in questo fiume confluivano altri corsi d'acqua. Esso era fornito di ormeggi, scale d'accesso per assecondare le alte e basse maree, di banchine e magazzini che possono darci un'idea della ricca e grandiosa organizzazione commerciale. Risale alla metà del I sec.d.C., mentre era imperatore Claudio. Un'iscrizione attesta la presenza in Aquileia di una stazione doganale marittima oltre a quella terrestre.
Via Sacra
Uscendo dalla via sacra imbocchiamo via Gemina e ci rechiamo in località Monastero ubicata fuori dalle mura imperiali del III sec. Il museo è ricavato da un grande edificio agricolo e sorge sul sito di una chiesa abbaziale che a sua volta sorgeva su una basilica paleocristiana del tardo IV sec. In essa sono conservati alcuni lacerti musivi provenienti da oratori tardoantichi, alcuni resti lapidei e un nucleo di iscrizioni paleocristiane.
Case romane
A settentrione della basilica, in una zona di scavo possiamo ammirare splendidi pavimenti musivi di ricche case patrizie, alcuni bianco e nero, altri a colori e due pavimenti musivi di oratori cristiani de V sec, d.C. Uno, de metri 12x6, raffigura varie specie di animali dentro ottagoni. Al centro, lacerti di una scena di pesca. Il pavimento musivo dell'altro oratorio, di metri 11.20x6.20, è in parte bianco e nero, metri nella parte musiva a colori in un cerchio inserito in un riquadro vi è la raffigurazione del Buon Pastore, con ai quattro angoli i ritratti delle stagioni, rappresentate da giovani donne. A nord di questo oratorio sono stati ritrovati altri pavimenti. Di uno in particolare è rimasta una testa di donna, testimonianza di grande lusso e raffinatezza.
Nella zona di scavo su via Julia Augusta sono visibili i resti di tre case risalenti all'età augustea, sorte a sud-ovest della cerchia repubblicana tra il cardo massimo e l'anfiteatro. Nella domus settentrionale, della quale è visibile un pavimento musivo bianco e nero a rombi inseriti in cornici, e in quella meridionale sono due oratori cristiani risalenti al IV sec., provvisti di abside sul lato ovest. L'oratorio della domus settentrionale è detto del Buon Pastore: il pavimento musivo policromo raffigura infatti il Buon Pastore circondato di animali di tutte le specie, agnelli, pesci, delfini, uccelli e due pavoni. In quella meridionale il pavimento dell'oratorio è assai rovinato, tranne nell'abside, dove i colori delle tessere giocano sul rosso e il grigio e due onde intrecciate incorniciano una fantasia di rombi. Un altro mosaico in una casa più a sud di quella con l'Oratorio del Buon Pastore raffigura un soggetto pastorale, seppur lontano dai canoni della tradizionale iconografia cristiana. La domus occidentale era a peristilio. Il pavimento era in coccio pesto inframmezzato da tessere bianche.
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Foto del Comune
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